Ultima modifica: 26 aprile 2017

Accessibilità

Allegati


DA LINEE GUIDA PER I SITI WEB DELLE PA

http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/linee-guida-siti-web-pa/presentazione.aspx

Il tema dell’accessibilità è stato per la prima volta normato dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (c.d. Legge Stanca), recante “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” che ha introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di dotarsi di siti web accessibili.

In base a tale norma, l’accessibilità è definita come “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.

Successivamente sono stati emanati i regolamenti attuativi:

  • D.P.R. 1 marzo 2005, n. 75 recante il regolamento di attuazione della Legge Stanca per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici;
  • Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 contenente i requisiti tecnici ed i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici; sono in corso di revisione i nuovi requisiti tecnici proposti dal gruppo di lavoro incaricato della revisione dell’Allegato A del D.M. 8 luglio 2005 (cfr. nota 17).

3.1.1 Requisiti per l’accessibilità

Dal 2004 è in vigore in Italia la Legge 9 gennaio 2004, n. 4, che riconosce e tutela il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione [1] da parte dei disabili. Il concetto di accessibilità dei siti web è strettamente legato a un principio fondamentale della nostra società, quello delle pari opportunità, e l’accesso dei cittadini disabili ai servizi della pubblica amministrazione deve quindi essere garantito a tutti. L’obiettivo della Legge è l’abbattimento delle barriere digitali che limitano o impediscono l’accesso agli strumenti della società dell’informazione da parte dei disabili.

Con il regolamento attuativo della predetta Legge n. 4/2004 [2], sono stati sanciti i criteri e i principi operativi ed organizzativi generali per l’accessibilità, mentre con il Decreto ministeriale attuativo [3] sono stati definiti i requisiti tecnici e le metodologie per la verifica dell’accessibilità dei siti web pubblici. Tuttavia, a distanza di alcuni anni, i siti della pubblica amministrazione italiana presentano ancora un livello eterogeneo di adeguamento alla normativa sull’accessibilità degli stessi siti web che risultano, nel complesso, ancora poco accessibili [4].
A fronte di situazioni di eccellenza, molti siti web pubblici non permettono a tutti i cittadini un pieno accesso ai servizi erogati sul web e non risultano totalmente accessibili.

Per garantire l’accessibilità ai propri siti web, le pubbliche amministrazioni devono:

  • rispettare i requisiti tecnici previsti nell’Allegato A del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 e successive modifiche [5], rendendo accessibili e pienamente fruibili tutti i rapporti telematici con i cittadini;
  • formare adeguatamente il personale che si occupa dell’aggiornamento dei siti web per garantirne l’accessibilità nel tempo;
  • garantire ai dipendenti disabili la possibilità di lavorare senza forme di discriminazioni;
  • coinvolgere i cittadini disabili nella verifica dell’accessibilità ai propri siti web.

Nel continuo processo di adeguamento alla normativa un ruolo chiave è svolto dal responsabile dell’accessibilità informatica dell’Amministrazione. Si raccomanda, quindi, che il responsabile dell’accessibilità coincida con uno dei responsabili del procedimento di pubblicazione dei contenuti sui siti web, o, quanto meno, che si coordini costantemente con essi.

Al fine di migliorare l’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, con la collaborazione di DigitPA e del Formez PA:

  • Svolge le funzioni di monitoraggio dei siti web pubblici, al fine di valutare periodicamente l’accessibilità dei servizi pubblici erogati on line [6];
  • rileva le segnalazioni di inaccessibilità fatte dai cittadini sul sito www.accessibile.gov.it e le inoltra ai responsabili dei siti web pubblici;
  • Segnala le migliori pratiche di accessibilità, anche avvalendosi delle segnalazioni fatte dai cittadini sul sito www.accessibile.gov.it;
  • favorisce la diffusione della cultura dell’accessibilità con azioni di formazione e informazione sul tema.

 


[1] L’art. 3, comma 1, Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” stabilisce che la legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.
[2] Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75, Regolamento di attuazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/regolamento.htm.
[3] Decreto Ministeriale 8 luglio 2005, Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705.htm.
[4] Se si considera che già nel 2001 il Ministro per la funzione pubblica pro tempore aveva emanato una circolare esplicativa in tema di accessibilità “Linee guida per l’organizzazione, l’usabilità e l’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni” il ritardo da parte delle amministrazioni risulta ancora meno comprensibile e giustificabile.
[5]Al momento dell’aggiornamento delle presenti Linee guida, l’Allegato A del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 è in via di revisione per permettere un adeguamento della normativa italiana alle evoluzioni degli strumenti tecnologici e delle regolamentazioni internazionali intervenute dalla sua pubblicazione.
[6] Le Regioni, le Province autonome e gli enti locali organizzano autonomamente e secondo i propri ordinamenti la vigilanza sull’attuazione delle norme sull’accessibilità.